Il Prosecco delle Rive guarda all’UNESCO
ottobre 14, 2016

Il Prosecco delle Rive guarda all’UNESCO

Corriere della Sera, 14 ottobre 2016

by Luciano Ferraro

 

“C’è un Prosecco che si arrampica. È quello delle Rive, nome che nel dialetto delle colline di Valdobbiadene e Conegliano indica i pendii più ripidi. Un Prosecco Docg con regole ferree: uve da una sola zona raccolte a mano, resa bassa dei vigneti, indicazione dell’anno della vendemmia, che arriva da 225 ettari in 12 Comuni. Le Rive sono «un’isola nell’oceano», direbbe il poeta Seamus Heaney.C’è un Prosecco che si arrampica. È quello delle Rive, nome che nel dialetto delle colline di Valdobbiadene e Conegliano indica i pendii più ripidi. Un Prosecco Docg con regole ferree: uve da una sola zona raccolte a mano, resa bassa dei vigneti, indicazione dell’anno della vendemmia, che arriva da 225 ettari in 12 Comuni. Le Rive sono «un’isola nell’oceano», direbbe il poeta Seamus Heaney.

Tra i Vignaioli tenaci delle alture Venete si distingue Nino Franco, forte di un rapporto con le bollicine dal 1919. Dall’incrocio tra vecchi cloni e nuove tecniche nasce il Vigneto della Riva di San Floriano, Prosecco che trascina nel bicchiere profumi di glicine e fiori d’arancio.

…”

 

 

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