Il nostro vino ha qualcosa in più: la sensibilità femminile
dicembre 15, 2015

Il nostro vino ha qualcosa in più: la sensibilità femminile

Silvia Franco intervistata da Francesca Galeazzi per F

 

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HO LAVORATO COME INTERIOR DESIGNER. POI L’AMORE PER IL VINO HA VINTO

Perché hai scelto di lavorare in questo settore?  “Dopo aver studiato e lavorato come interior designer, mi sono resa conto che il mio futuro era nell’azienda di famiglia, dove per la prima volta ho sentito l’amore per il vino”.

Le donne sono ancora poche? “La connotazione maschile nel settore è ancora indubbiamente forte ma le donne sono sempre più numerose e la maggior parte gode di grande rispetto. Perchè siamo competenti e sensibili”.

Come ti sei formata? “Ho conseguito il diploma di Sommelier con l’Ais, Associazione Italiana Sommelier, e ho frequentato diversi master alla Bocconi per approfondire le mie competenze economiche e finanziarie. Fondamentalmente, poi, è stata la pratica nel settore: grazie a mio padre ho potuto arricchire le mie conoscenze ogni giorno”.
Lati positivi e negativi. “Rappresento la quarta generazione di una famiglia di produttori di vino e non è semplice evitare paragoni familiari, ma ho cercato di non pormi in competizione con chi mi ha preceduto, portando il mio personale contributo in azienda”.
Che sfide ti aspettano? “La sfida è sempre e solo con me stessa: se sono soddisfatta del mio modo di lavorare, i risultati arrivano come conseguenza”.
C’è ancora spazio per chi vuole lavorare in questo settore? “Non vedo grandi possibilità per la creazione di nuove aziende, ma ci sono molti ruoli da ricoprire in diversi ambiti del marketing e del commerciale”.

 

 

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